Emergenza energetica e conversione ecologica

I rincari energetici – conseguenza diretta del conflitto tra Ucraina e Russia oltre che delle speculazioni internazionali dei produttori e distributori di energia e gas – stanno provocando una situazione di grave disagio e difficoltà… nasce da questo problema acutissimo la Nota della Chiesa di Padova “Crisi energetica. Alcune note per le parrocchie e gli enti diocesani”, pubblicata il 5 ottobre sul sito diocesano, che propone una traccia per aiutare a leggere concretamente la situazione e a stimolare la ricerca di possibili interventi, lasciando ai consigli pastorali e ai consigli per la gestione economica l’adozione di scelte rispondenti alla propria realtà.

Pubblichiamo il contributo di riflessione che accompagna la Nota elaborato da Matteo Mascia, coordinatore del progetto Etica e Politiche Ambientali della Fondazione Lanza

La crisi legata all’approvvigionamento del gas è oggi fonte di grande preoccupazione per le sue pesanti conseguenze economiche e sociali per le famiglie, il mondo del lavoro e delle imprese. La drammatica guerra in corso ha evidenziando che la dipendenza dai combustibili fossili, disponibili solo in alcune parti del mondo in paesi quasi sempre non democratici, è una strategia energetica fondata su un sistema economico che premia la speculazione finanziaria e gli enormi profitti di alcuni stati e grandi società del petrolio e del gas, alimentando i conflitti, la distruzione dell’ambiente e le disuguaglianze a livello sia locale sia globale.

Quando papa Francesco denuncia un’economia che uccide, come ha fatto anche in occasione dell’ultimo incontro ad Assisi con i giovani economisti, si riferisce proprio a questo sistema economico a breve termine, che alimenta un modello di business insostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, in completo contrasto con l’interesse generale e con il bene comune. È tempo – dice Francesco – di «un nuovo coraggio per abbandonare le fonti di energia fossile» e di una rapida transizione verso un sistema energetico rinnovabile, che la comunità cristiana è chiamata a sostenere e accompagnare con percorsi e azioni concrete in ascolto del grido dei poveri e della terra. Le scelte in ambito energetico sono oggi una parte importante del percorso di conversione ecologica a cui ci richiama l’enciclica Laudato si’, una conversione che è fatta anche di semplici gesti quotidiani, attraverso comportamenti di consumo più attenti e mirati che riducono la dipendenza dalle fonti fossili e nello stesso tempo il costo della bolletta e l’inquinamento.

Tuttavia, l’impegno personale è fondamentale, ma non sufficiente, perché «ai problemi sociali si risponde con reti comunitarie, non con la mera somma di beni individuali» (Laudato si’, n. 219; EV 31/799); per questo per affrontare l’attuale crisi socio-ambientale è necessaria una conversione comunitaria, cioè una risposta che coinvolga progressivamente l’intera società. Vanno in questa direzione tutte quelle iniziative che promuovono l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili come, per esempio, le comunità energetiche rinnovabili (CER), che propongono un modello alternativo di produzione e consumo di energia, non più centralizzata ma diffusa, dove il consumatore è anche produttore (prosumer) e dove la spinta all’autoconsumo è funzionale ad attuare a livello locale modalità di sviluppo socio-economiche più sostenibili, inclusive e partecipate.

Con le CER i comportamenti individuali e familiari, così come delle imprese e degli enti locali, diventano scelte trasformative dell’intera società in grado di coniugare insieme lotta alla povertà, tutela dell’ambiente e del clima, nuove modalità di economia civile e circolare. Esse, infatti, agiscono nello stesso tempo sui comportamenti personali e collettivi diventando il motore di nuovi stili di vita e il catalizzatore di partecipazione e di cittadinanza attiva, contribuendo a ricostruire senso di appartenenza e capacità di governo della civitas, su decisioni che impattano sulla vita reale delle persone, quali la produzione e il consumo di energia.

Questo spiega anche l’attenzione della Chiesa italiana nei confronti di questa iniziativa, che è stata al centro della 49a Settimana sociale dei cattolici di Taranto e che già oggi vede moltissime diocesi e comunità cristiane impegnate con attività di informazione, sensibilizzazione e formazione per approfondire e capire come accompagnare la concreta attuazione di una comunità energetica rinnovabile e solidale. Come ci ha ricordato papa Francesco ad Assisi nell’ultimo incontro con i giovani di Economy of Francesco, «la Terra brucia oggi ed è oggi che dobbiamo cambiare».

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