
Walter Ganapini
Cofondatore di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace Italia, è stato membro dell'Agenzia Europea dell'Ambiente. Esperto di economia circolare, coordina il Progetto Fra Sole ad Assisi e il comitato scientifico per la sostenibilità della Basilica di San Pietro.
Pubblichiamo l’articolo firmato da Gianluca Salmaso ospitato nel numero di domenica 29 marzo del settimanale padovano la Difesa del Popolo.
Lo Stato della Città del Vaticano e la Basilica di San Pietro sono all’avanguardia quando si tratta di transizione energetica e sostenibilità; un primato non scontato, soprattutto considerando la dimensione del territorio e l’incalcolabile valore artistico del patrimonio immobiliare da gestire. L’obiettivo, annunciato nel 2023, è raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. «Dieci anni fa, sulla spinta del cardinal Gambetti che allora era rettore del Sacro Convento – spiega Walter Ganapini, coordinatore del comitato scientifico del progetto per la sostenibilità della Basilica – ci siamo lanciati nell’idea di applicare la Laudato si’ al Sacro Convento e alle Basiliche Papali di Assisi. In poco meno di due anni è partito il progetto Fra’ Sole».
Corretta gestione delle risorse e dei rifiuti, sviluppo dell’economia circolare, educazione: questi i pilastri del progetto, una sfida divenuta ancor più ambiziosa quando si è trattato di declinarla nella prospettiva della Basilica vaticana.
«Il primo scoglio è stato applicare una metodologia su logiche input-output: cosa entra e cosa esce per capire l’efficienza del sistema – ricorda Ganapini, che interverrà all’evento Custodire il futuro, il progetto di sostenibilità della Basilica di San Pietro il prossimo 14 aprile alle 17 presso l’Archivio antico del Bo – un lavoro che ha coinvolto il Politecnico di Milano, l’Enea e l’Università di Bari. Attraverso questi studi sono emersi dati interessanti e conferme della genialità di chi progettò la Basilica: abbiamo scoperto, ad esempio, che chi ha realizzato la cupola aveva fatto sì che si dipartissero quattro compluvi che portavano l’acqua piovana in quattro vasche sotterranee da cui si poteva poi attingerla. Allo stesso modo, le finestrate avevano un ruolo fondamentale per il ricambio d’aria, benché da decenni nessuno le avesse più aperte».

Può sembrare banale, ma la corretta ventilazione della cupola è essenziale per preservare l’integrità delle opere d’arte dall’aggressione della condensa. Le decine di migliaia di pellegrini che ogni giorno affollano la Basilica, infatti, respirando producono vapore che salendo condensa e “piove” sugli stucchi e sui mosaici, contribuendo inoltre a diffondere batteri e virus.
Non si tratta solo di cambiare l’aria, però, ma di cambiare mentalità e approccio: anche passare dalle bottigliette di plastica alle borracce può sembrare facile, ma è una piccola rivoluzione che necessita tanto del coinvolgimento dei negozianti quanto della disponibilità di fontane.
«Al momento attuale tutte queste iniziative non gravano assolutamente sul bilancio – conclude Ganapini – a partire dal mio coordinamento del Comitato scientifico è tutto assolutamente a titolo gratuito. Allo stesso modo hanno operato Enea, Consorzio Italiano Compostatori, Politecnico di Milano e Università di Bari. I lavori fatti, soprattutto in campo energetico, sono parte della normale attività della Basilica che, attivando delle partnership, li realizza in funzione del proprio budget».


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