Luadate Deum: il nuovo appello di papa Francesco

L’esortazione apostolica Laudate Deum pubblicata il 4 ottobre 2023, giorno di San Francesco, è un nuovo accorato appello per la cura della casa comune di fronte all’accelerazione della crisi climatica, un’esortazione che papa Francesco rivolge “a tutte le persone di buona volontà”, ma in particolare ai rappresentati dei 193 Paesi che a dicembre si riuniranno a Dubai per la COP 28, la Conferenza delle Parti della Convenzione internazionale contro il cambiamento climatico.

Pubblichiamo il commento di Matteo Mascia, coordinatore del Progetto Etica e Politiche Ambientali della Fondazione Lanza.

Con questo nuovo importante documento di Dottrina Sociale della Chiesa, papa Francesco vuole sottolineare e rimarcare a otto anni dalla Laudato si’ (maggio 2015), ma anche dall’approvazione dell’Agenda 2030 (settembre 2015) e dall’Accordo di Parigi sul clima (dicembre 2015) che non stiamo facendo abbastanza per contrastare il riscaldamento globale. “Il mondo si sta sgretolando” e “si avvicina al punto di rottura”, scrive Francesco, eppure ci sono ancora capi di Stato e di Governo, parti dell’opinione pubblica e anche ambienti della stessa Chiesa che relativizzano o negano il problema. Di fronte alle evidenze scientifiche e alle conseguenze, sempre più evidenti, sulle persone e le comunità in molte parti del pianeta, tra cui l’Italia, manca ancora una presa di coscienza della forte valenza morale, prima ancora che politica, della crisi climatica.

Siamo di fronte a un fenomeno che interpella la nostra coscienza: evitare la rottura non ha solo a che fare con la paura per ciò che verrà, ma con la nostra responsabilità nei confronti della Terra, che è di Dio e che è stata affidata all’essere umano perché se ne prenda cura nel rispetto delle leggi della natura e dei delicati equilibri tra tutti gli esseri che vi vivono. Una responsabilità che dobbiamo a chi verrà dopo di noi, i nostri figli e i loro discendenti perché, se non cambiamo rotta li condanniamo a vivere in un pianeta inospitale.

Il testo, come detto, si rivolge a tutti, ma in particolare a chi ha responsabilità politiche ed economiche a livello internazionale e nazionale, perché sappiamo che nessuno si salva da solo e che solo grazie ad un impegno multilaterale si possono attuare urgenti azioni per ridurre le emissioni di gas climalteranti ed accelerare la transizione energetica. Ma questo è possibile solo se gli Stati hanno il coraggio di mettere da parte i loro interessi specifici per valorizzare il bene comune e rilanciare una visione complessiva della crisi socio-ambientale. Si pensi, a livello europeo, alle difficoltà che incontrano le normative relative all’auto elettrica e all’efficientamento delle abitazioni da parte di molti paesi, che perseguono interessi particolaristici e una politica focalizzata sui risultati immediati.

Nell’attuale drammatico scenario geopolitico la voce di papa Francesco è una voce di speranza e di fiducia nella capacità dell’essere umano di “trascendere i suoi piccoli interessi e pensare in grande” affinché si possa dare una decisa accelerazione alla transizione energetica in occasione di COP 28 chiamata ad assumere decisioni “efficienti, vincolanti e facilmente monitorabili”.

A tutti noi è chiesto di fare la propria parte, portando il nostro contributo ed il nostro impegno, per quanto piccolo, stimolando e accompagnando le decisioni politiche, ma anche rinnovando comportamenti e stili di vita così da promuovere e sostenere un più ampio e profondo cambiamento culturale.

6 ottobre 2023

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