Padova Climate Action Week: dallo Studio Teologico, il dialogo tra fede e scienza nel segno della crisi climatica

Matteo Mascia

Matteo Mascia

Coordinatore del Progetto Etica e Politiche Ambientali della Fondazione Lanza.

Simone Morandini

Simone Morandini

Membro del comitato scientifico della Fondazione Lanza, docente e direttore di CredereOggi.

Luca Mercalli

Luca Mercalli

Presidente della Società meteorologica italiana Ets

La sala dello Studio Teologico della Basilica del Santo ha ospitato la prima parte dell’evento Crisi climatica: tra urgenza, responsabilità e speranza, organizzato dalla Fondazione Lanza con la Diocesi di Padova e la Basilica del Santo, nel quadro della prima Padova Climate Action Week.

«Abbiamo voluto focalizzare la nostra riflessione sul binomio scienza e etica- – ha spiegato Matteo Mascia, coordinatore del Progetto Etica e Politiche Ambientali della Fondazione Lanza, nella sua introduzione – la nostra città di Padova è una delle 9 città italiane delle 100 europee che sono chiamate a diventare carbon neutral entro il 2030. La città ha, quindi, preso il testimone di aprire la strada e fare da riferimento per le altre a cominciare dal Triveneto».

Un incontro che, a cominciare dagli spazi che l’hanno ospitato, si è posto l’ambizioso obiettivo di rafforzare il ponte tra fede e scienza, arte e preghiera. Il climatologo Luca Mercalli ha aperto il dialogo evidenziando come la crisi climatica sia nel pieno della sua accelerazione, nonostante l’attenzione pubblica sia spesso dirottata dai conflitti bellici.

«Gli undici anni che abbiamo alle spalle – ha messo in chiaro Mercalli – sono gli undici anni più caldi di sempre, con delle temperature che probabilmente non si vedevano sul pianeta da almeno centomila anni. Abbiamo una quantità di anidride carbonica nell’atmosfera che è la più elevata, si da circa 13 milioni di anni».

La Veglia presieduta dal Vescovo di Padova

Numeri impressionanti che, se rapportati a ere geologiche così distanti, rischiano talvolta di alimentare le speculazioni degli scettici. «Come si fanno a calcolare questi dati? – ha chiosato il climatologo – Beh, per esempio con i carotaggi nel ghiaccio del Polo Sud, dove delle bollicine contengono l’aria del passato. Sono state analizzate, abbiamo tutti i dati che ci dicono che i valori attuali sono aumentati dalla rivoluzione industriale in poi a causa della combustione del carbone, del petrolio e del gas».

In Italia, inoltre, il riscaldamento procede a una velocità doppia rispetto alla media globale, con aumenti già vicini ai 3°C. Senza una drastica inversione di tendenza, gli scenari futuri prevedono un innalzamento del livello del mare tale da minacciare l’esistenza stessa di città come Venezia, Rovigo e Ravenna entro la fine del secolo.

Sul piano etico, Simone Morandini ha definito la responsabilità come la capacità di rispondere al peso di questa realtà. Richiamando l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, è emersa la necessità di un’ecologia integrale che unisca l’ascolto del «grido della terra» a quello del «grido dei poveri».

«Laudato si’ ci invita a guardare in diverse direzioni – riflette Morandini – da un lato rafforza potentemente questo richiamo alla responsabilità radicando in un elemento che per la fede cristiana è forte, cioè è la teologia della creazione. Il mondo è certo la casa della famiglia umana e non è poco, è poi la casa della vita, ma è anche la creazione buona di Dio nella quale Egli stesso si è manifestato. Mi piace dire queste cose in un luogo francescano, come quello in cui si svolge questo incontro, perché sappiamo che il richiamo a Francesco D’Assisi, in Laudato si’, non è accessorio».

La sfida principale consiste nel superare i negazionismi e l’indifferenza, trasformando la consapevolezza individuale in corresponsabilità collettiva. Morandini ha inoltre messo in guardia contro l’uso anestetico della religione, esortando a non delegare passivamente l’azione a un intervento divino, ma ad agire concretamente nel presente.

La speranza, una delle tre virtù teologali assieme a fede e carità, non è vista come attesa passiva, ma come motivazione all’azione e desiderio di cambiamento. Sebbene lo sviluppo delle energie rinnovabili sia incoraggiante, Mercalli ha ricordato che l’85% dell’energia mondiale dipende ancora dai combustibili fossili. La transizione richiede un cambio di passo radicale: non basta aggiungere fonti pulite, occorre sostituire il fossile e abbracciare un modello economico basato sulla sobrietà e sul senso del limite, opponendosi all’avidità del sistema attuale.

Erica Boschiero, don Valentino Sguotti, Cecilia Panzanini, Simone Morandini, Matteo Mascia e Luca Mercalli (da remoto)

Proprio per infondere speranza, l’incontro si è concluso con alcune testimonianze concrete di “bene possibile”: dalla CER Comunità Energetica Rinnovabile avviata dalla comunità parrocchiale di Villatora di Saonara, con l’obiettivo di sostenere le famiglie più fragili e tutelare l’ambiente, all’impegno di AES-CCC nell’agro-forestazione del Burkina Faso. Quest’ultimo intervento incide in una delle aree a più elevata malnutrizione cronica, mettendo al centro la figura della donna sia nella creazione di sviluppo sia nel consolidamento della comunità.

Alla musica, infine, è stato affidato il ruolo di trait d’union: dal racconto di Erica Boschiero, cantautrice, all’accompagnamento musicale della veglia presieduta in Basilica dal Vescovo di Padova, Claudio Cipolla, fino al concerto conclusivo della serata tenutosi nel Chiostro della Magnolia.

a cura di 
Gianluca Salmaso

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