Spera e agisci con il creato

Come da tradizione, il primo settembre si tiene la Giornata di preghiera per la cura del creato e il tema scelto per quest’anno, Spera e agisci con il creato, «è riferito alla Lettera di San Paolo ai Romani 8,19-25 – spiega Papa Francesco nel suo messaggio – l’Apostolo sta chiarendo cosa significhi vivere secondo lo Spirito e si concentra sulla speranza certa della salvezza per mezzo della fede, che è vita nuova in Cristo».

La salvaguardia del creato è dunque una questione, oltre che etica, eminentemente teologica: riguarda, infatti, l’intreccio tra il mistero dell’uomo e quello di Dio. Questo intreccio si può dire “generativo”, in quanto risale all’atto d’amore con cui Dio crea l’essere umano in Cristo. Questo atto creatore di Dio dona e fonda l’agire libero dell’uomo e tutta la sua eticità: libero proprio nel suo essere creato nell’immagine di Dio che è Gesù Cristo, e per questo “rappresentante” della creazione in Cristo stesso. C’è una motivazione trascendente (teologico-etica) che impegna il cristiano a promuovere la giustizia e la pace nel mondo, anche attraversola destinazione universale dei beni: si tratta della rivelazione dei figli di Dio che il creato attende, gemendo come nelle doglie di un parto. In gioco non c’è solo la vita terrena dell’uomo in questa storia, c’è soprattutto il suo destino nell’eternità, l’eschaton della nostra beatitudine, il Paradiso della nostra pace, in Cristo Signore del cosmo, il Crocifisso-Risorto per amore.

Papa Francesco, messaggio per la Giornata

Ho lavorato in due baraccopoli di Mumbai, Jerimeri e Dharavi, per ventuno anni. Posso testimoniare che i poveri sentono questi problemi molto più intensamente. Le famiglie di questi quartieri devono già affrontare la mancanza di accesso all’istruzione, alle infrastrutture e a un buon lavoro. Non hanno modo di rimanere a casa e di non andare al lavoro quando il clima è pericolosamente caldo, o di spostare le case quando tempeste e frane li minacciano. Costringere queste famiglie ad affrontare i disastri climatici oltre a tutto il resto è un fallimento morale di prim’ordine. La comunità scientifica continua a ricordarci che le azioni dell’umanità hanno determinato i cambiamenti del nostro clima. Non posso pensare che questo sia ciò che il nostro Creatore voleva che facessimo come custodi del giardino.

mons. Allwyn D’Silva, Vescovo presidente dell’Ufficio per lo sviluppo umano della Federazione delle conferenze episcopali dell’Asia, ne L’Osservatore Romano

Leggi qui l’articolo integrale: Non siamo stati all’altezza di custodire il Creato

Per vivere appieno la Giornata, la Conferenza episcopale italiana ha reso disponibili alcuni testi di approfondimento, materiali utili per la didattica e per la liturgia.

Per consultarli, segui questo link.

Quello cui ci richiama questo tempo è allora la necessità di un agire tempestivo, sorretto e stimolato dalla speranza, anche dinanzi a un quadro che potrebbe suscitare piuttosto sconforto e disperazione. Decarbonizzare l’economia, uscire dalla logica dello scarto, promuovere sostenibilità: questi gli imperativi che emergono, profondamente sintonici con la logica di una creazione in cui nulla viene gettato, ma ogni cosa è risorsa per far vivere altro. Farlo con scelte coraggiose, sapendo che è in gioco l’abitabilità del futuro per le prossime generazioni; farlo in forme lungimiranti, capaci di accettare limitati cambiamenti nel presente per tutelare le possibilità di vita del pianeta.

Simone Morandini, la Difesa del Popolo

Il prof. Simone Morandini, membro del Comitato scientifico della Fondazione Lanza e del comitato esecutivo del Segretariato Attività Ecumeniche, sul tema della Giornata ha risposto anche alle domande di Acistampa.it.

Leggi qui tutta l’intervista.

4° Corso di formazione nazionale verso l’Ecologia Integrale

Fondazione Lanza, Focsiv e Caritas italiana organizzano il 4° Corso di formazione nazionale verso l’Ecologia Integrale.

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Gianluca Salmaso

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