Anamnesis – rivedi la presentazione del volume

Michele Ganz

Michele Ganz

Studente al quinto anno di Medicina e Chirurgia presso l’Humanitas University di Milano e svolge attività di ricerca presso la Yale University School of Medicine. È fondatore di We Still Alive (WESA), organizzazione benefica digitale premiata con l’Algernon Brachere Jackson Student Award al Jefferson Gala 2021.

Con la presentazione di ANAMNESIS. L’arte dell’ascolto attivo ed empatico, il volume scritto dal medico e ricercatore Michele Ganz riprendono gli incontri culturali promossi da Fondazione Lanza nel quadro del terzo anno del progetto sulla vulnerabilità.

Il titolo scelto da Michele Ganz non è casuale, ricorda nella sua introduzione il prof. Leopoldo Sandonà: la parola anamnesis evoca, da un lato, la raccolta della storia clinica del paziente — fase essenziale in ogni percorso medico — e dall’altro rimanda alla tradizione filosofica platonica, legata al ricordo e alla riscoperta delle idee.

L’opera invita dunque a leggere l’anamnesi non solo come strumento diagnostico, ma come viaggio interiore, che abbraccia la sofferenza e la resilienza: quella di chi si ammala, di chi sopravvive e di chi affronta la fine della vita.

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«Un mio professore all’università che è anche chirurgo cardiotoracico pediatrico al San Donato di Milano diceva che la prima carità del malato è la scienza. – ha chiarito durante la sua presentazione l’autore del volume – credo sia interessante perché ritrovo queste due parti, scienza e carità, nella stessa frase e mi fa pensare che si veda nel campo medico la parte scientifica come il primo atto verso il malato, verso la persona che non sta bene». A questo però si deve aggiungere, ricorda ancora l’autore, la capacità del medico di affiancare il paziente, il malato, ascoltandolo e guidandolo nel percorso di cura in modo empatico e consapevole.

Anamnesis, quindi, non è solo un testo di riflessione teorica, ma una collezione di narrative: storie di pazienti, di colleghi, di medici e di persone comuni nelle quali Ganz ha voluto mettere in luce l’unicità nascosta dietro ogni esperienza di vita, valorizzando la dimensione narrativa come strumento clinico ed etico.

Il libro riesce così ad intrecciare temi come scienza e carità, medicina e spiritualità, religione e cura, cercando di restituire complessità e profondità al rapporto umano che si crea tra professionisti della salute e pazienti.

A cura di

Gianluca Salmaso

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