La biblioteca Filippo Franceschi della Fondazione Lanza ha ospitato la presentazione del romanzo Diario di una conquista, di Lorenzo Bertani per Europa Edizioni. A moderare l’incontro e a dialogare con l’autore il prof. Leopoldo Sandonà, coordinatore del Progetto etica e medicina.
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Un romanzo che si sviluppa intorno al tema del viaggio «dove si intrecciano delle profonde riflessioni bioetiche», come ha spiegato il prof. Sandonà introducendo l’autore.
Non manca, nel testo, l’attenzione verso la bioetica che il dot. Bertani ha sviluppato negli anni e che l’ha portato a conseguire anche un Master e un Diploma in counseling esistenziale. «C’è tantissimo di me in questo testo anche se non si tratta di un’autobiografia», spiega Bertanti che in questo suo primo romanzo ha condensato le esperienze di due viaggi, in Iran e in Belgio.
Ma non c’è solo il viaggio: complice la lettura di alcuni estratti del libro, la serata è stata anche l’occasione per l’autore di condividere alcuni aneddoti molto personali.
«Avere in famiglia un bambino, sessant’anni fa, con una disabilità motoria come la mia era una cosa molto difficile – ha raccontato Lorenzo Bertani – né la scuola, né il comune né l’ospedale sapevano che fare. I genitori si trovavano nella condizione di farsi abbattere dalla situazione o di inventare una soluzione».
Un’invenzione che, nei racconti di Bertani, prese fin da subito la forma di una piccola pedana realizzata da suo padre, semplice ma sufficiente a permettergli di star seduto comodamente al banco di scuola.

«La vita è veramente un evento straordinario in tutti i momenti, anche i più difficili. – afferma ad un certo punto della serata Lorenzo Bertani – Non possiamo pensare di valutarla in base a dei parametri variabili, locali per cui dare delle regole lo ritengo una violenza e un falso».
«Una cosa che mi ha colpito è la scorrettezza politica dell’autore, la sua profonda sincerità e la capacità di dire ciò che pensa, senza fronzoli – chiosa il prof. Sandonà – anche quando parla dei “dipende”, delle eccezioni che giustificano dietro ad un’ipotesi». Non ha freni, in effetti, Lorenzo Bertani e con assoluta chiarezza affronta tematiche scottanti, a cominciare dalle pagine più buie della storia.
«Negli anni 30 furono i medici nazisti a coniare il termine “vite degne di essere vissute”. Prima della Shoah furono anche i bambini disabili a provare sulla loro pelle di cos’era capace il nazismo»
Lorenzo Bertani
Un appello a non dare nulla per scontato, a non rassegnarsi e a continuare a studiare senza scadere nella facile retorica, perché «dentro ogni parola c’è una scelta etica» come spiega l’autore, per poi ribadire: «io non sopporto la parola inlcusione perché sottende un’esclusione: io non mi sono mai sentito escluso e non credo che qualcuno debba includermi».
Puoi trovare il libro Diario di una conquista seguendo questo link: https://shorturl.at/s66Qw

