Estratto dell’articolo Padova Climate Action Week. Il clima presenta il conto: chi lo paga? pubblicato dal settimanale diocesano di Padova la Difesa del Popolo, lo scorso 10 aprile.
Di fronte all’emergenza, alla paura, si perde la prospettiva e tutto si appiattisce sulla contingenza. È normale, comprensibile, ma rischia di presentarci il conto due volte: la prima con l’inflazione che vediamo montare giorno per giorno e la seconda quando, superata la tempesta, ci renderemo conto d’essere impreparati per le sfide che comunque si presenteranno.
«I tradizionali sistemi di welfare – spiega Giovanni Carrosio, docente di sociologia all’Università di Trieste e co-autore insieme a Vittorio Cogliati Dezza di Clima ingiusto, il welfare per un patto eco-sociale – nascono per dare delle risposte ai rischi sociali che erano scaturiti dal processo di modernizzazione e quindi dall’industrializzazione e dall’inurbamento delle persone, che aprivano a rischi sociali tipici del fordismo come la disoccupazione, l’accesso alla casa e conseguentemente all’ampio tema della salute. Con la crisi climatica nascono nuovi rischi configurabili come rischi sociali e alcuni rischi, tipici del Novecento, sono in qualche modo esacerbati o modificati dalla crisi stessa».

Un esempio per tutti è rappresentato dalle ondate di calore, che mettono a rischio tanto i lavoratori quanto gli anziani. «Ma anche l’accesso alla casa diventa qualcosa di diverso dalla mera abitazione – continua il sociologo – Nella crisi climatica vuol dire anche avere una casa che non si trovi in un’area soggetta ad alluvioni o che non sia su un terreno che può franare di fronte a un evento climatico estremo, oppure che sia efficiente dal punto di vista energetico, sia per difendersi dall’ondata di calore che per consumare meno».
Può esistere giustizia sociale senza giustizia ambientale?Vittorio Cogliati Dezza
E la risposta di una società come la nostra di fronte a questa molteplicità di crisi può essere anche il welfare. «Perché a volte il modo in cui costruiamo le politiche climatiche favorisce i ricchi a scapito dei poveri – continua Carrosio – e ci sono tanti esempi: se da domani le auto diesel non possono più circolare, chi abita in un’area a bassa densità abitativa dove non c’è il trasporto pubblico ha molta difficoltà a trovare una sostituzione all’automobile, mentre chi abita in città ne ha meno». Si tratta di cambiare radicalmente approccio e anche mentalità: dal bonus bollette e dal taglio ad libitum delle accise a misure strutturali e realmente inclusive, consapevoli comunque che la coperta, purtroppo, rimane corta.
a cura di
Gianluca Salmaso
Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza hanno partecipato al seminario Clima ingiusto, il welfare per un patto eco-sociale organizzato da Fondazione Lanza e ospitato da Banca Etica nella sala Impastato. Il seminario è stato uno degli eventi organizzati dalla Fondazione all’interno della prima Padova Climate Action Week.
