Il prossimo 22 ottobre nella nostra sala Biblioteca, il cancelliere della Pontificia Accademia per la vita, don Renzo Pegoraro, e il professor Henk ten Have presenteranno l’ultimo volume scritto dal docente olandese: Vulnerabilità, una sfida per la bioetica.
Ma Don Renzo Pegoraro si era già occupato, solo pochi anni fa, del lavoro di ten Have pubblicando un articolo per il quotidiano l’Avvenire in occasione dell’uscita del suo precedente libro, Bioetica Globale, un’introduzione, di cui aveva curato anche la presentazione dell’edizione italiana.
Tutte le informazioni sull’evento del 22 ottobre Vulnerabilità, una sfida per la bioetica sono disponibili qui: https://shorturl.at/csgwP
Henk ten Have sarà protagonista della School in Global Bioethics promossa dalla Fondazione Lanza nella primavera 2025: tutte le informazioni qui: https://shorturl.at/BlrN9
«Rispetto alla bioetica sviluppatasi negli anni 70, concentrata sull’area bio-medica e focalizzata sul principio dell’autonomia del soggetto, con la bioetica globale si aprono nuove prospettive, in senso orizzontale e verticale – scriveva il Cancelliere della Pontificia Accademia per la vita – si pone attenzione al mondo globalizzato, di cui però si critica una deriva neoliberale ed economicista; si approfondiscono i valori e i princìpi etici che definiscono la responsabilità personale e sociale verso i nuovi problemi che riguardano la vita e la salute delle persone, delle comunità e della creazione».
La visione della bioetica di Henk ten Have, sottolineava don Pegoraro dalle colonne de l’Avvenire, è in linea con le indicazioni espresse da papa Francesco nelle encicliche di Laudato si’ sulla cura della casa comune e Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale.
«Si prospetta una nuova integrazione tra i diversi saperi scientifici, tecnologici e umanistici, per affrontare le sfide generate da problemi sempre più globali come le disuguaglianze, la povertà, le migrazioni, le pandemie, i cambiamenti climatici, con le loro ripercussioni sulla vita e la salute delle persone. – continua il Sacerdote –Incoraggia a ripensare le esperienze umane fondamentali come nascere, morire, ammalarsi, essere curati, delineando meglio le responsabilità individuali, delle professioni socio-sanitarie, di istituzioni e politica, per realizzare una nuova e completa “etica della vita”».
Un’etica rinnovata che non può prescindere da una visione di quei valori che ci uniscono intorno alla casa comune nella quale dobbiamo sentirci partecipi e responsabili.

«Papa Francesco nella sua recente lettera “Humana Communitas” – scriveva ancora don Renzo Pegoraro nell’introduzione al volume – ricorda alla Pontificia Accademia per la Vita l’importanza di una visione ampia e attenta all’impatto dell’ambiente sulla vita e sulla salute, e incoraggia a “elaborare argomentazioni e linguaggi che siano spendibili in un dialogo interculturale e interreligioso, oltre che interdisciplinare”. Invita quindi a partecipare alla riflessione sui diritti umani, che costituiscono uno snodo centrale nella ricerca dei criteri universalmente condivisibili».
«L’opera di Henk ten Have, frutto della sua lunga e internazionale esperienza – concludeva infine il sacerdote padovano – incoraggia tutti ad impegnarsi per una prospettiva più larga e profonda della bioetica, per una responsabilità globale tesa alla costruzione di un mondo migliore, più giusto e sano per tutti».

